Raggi indagata… ma il vero problema del M5S è un altro

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Il problema non sta nel fatto che la sindaca Raggi è stata indagata per abuso d’ufficio, il problema non sta nel fatto che il suo braccio destro (Marra) è stato arrestato per Corruzione, il problema non sta nel fatto che la sua assessora (Muraro) è stata iscritta nel registro degli indagati.  Il vero problema sta nel fatto che i “valori” e gli “slogan” del Movimento 5 Stelle, per certi aspetti, sono venuti meno.

“Basta con la vecchia politica”, “basta con gli interessi”, “basta con il passato”… “viva la legalità”.

Che fine hanno fatto le linee guida del Movimento che hanno portato il partito di Grillo ad ottenere i grandi risultati elettorali degli ultimi anni?!

E non parlo del caso “firme false” di Palermo e nemmeno delle futili polemiche sull’autorizzazione a rilasciare interviste da parte dei parlamentanti grillini.

Parlo di altro… parlo della trasparenza e del rispetto delle regole che per alcuni vale e per altri no (vedi Pizzarotti a Parma).

Basterebbe rileggere un’intervista alla Stampa, rilasciata da Luigi Di Maio, per capire che qualcosa sta cambiando. Alla domanda: “Basta essere indagato per non potersi più candidare”, il vicepresidente della Camera rispose: “Dipende dal tipo di reato. Se sei indagato per abuso d’ufficio, sì… E’ un reato grave. Se sei indagato stai fermo un giro”.

Ma anche il tweet della Raggi al presidente del Pd, Orfini: “partiti devono rispettare requisiti: iniziamo a cacciare indagati e condannati”.

Un cambio di rotta o cosa?! Dobbiamo ammettere che la sindaca Raggi ha subito svariati attacchi mediatici, ma è anche vero che Marra e la Muraro sono stati scelti da lei.

A Roma il famigerato vento del cambiamento non è ancora arrivato. Un vero peccato… perché i propositi lasciavano ben sperare, gli slogan e le urla anche, ma i fatti dicono altro.