Usiamo i Social per urlare contro la mafia!

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Sì è vero, i Social stanno attraversando una fase delicata. Pensiamo a Facebook alle prese con lo scandalo Cambridge Analytica, ma anche alla dirompente evoluzione delle fake news. Per un attimo, però, potremmo immaginare di usare i Social Network in maniera intelligente, attribuendo una funzione di utilità sociale a strumenti che sono nati proprio per questo.

Come? Ad esempio amplificando, attraverso i Social, il messaggio di denuncia contro la mafia (e tutti gli atteggiamenti mafiosi). 

Perché nonostante l’apparente silenzio dell’ultimo periodo, nonostante l’assenza di bombe… la mafia è ancora presente nel nostro Paese. La criminalità organizzata continua a intimidire colpendo persone, a volte apparentemente sconosciute, che provano a fronteggiarla.

Penso a Federica Angeli e Paolo Borrometi, due giornalisti da tempo finiti nel mirino dei mafiosi perché hanno avuto il coraggio di svolgere con la schiena dritta il proprio lavoro, denunciando fatti oscuri che da nord a sud continuano a inquinare la nostra società.

La mafia non dimentica. E periodicamente ritorna a farsi sentire con l’obiettivo di intimorire chi disturba i propri traffici illeciti. Coincidenza… nei giorni scorsi a Federica Angeli è stata indirizzata una busta con tanto di proiettili, mentre a Paolo Borrometi è toccato ascoltare le intercettazioni di alcuni mafiosi che pianificavano la sua uccisione.

Non aspettiamo le tragedie. In questi momenti dobbiamo far sentire la nostra vicinanza a tutte le persone che rischiano la propria vita per la legalità. E lo fanno per noi e per le prossime generazioni.

Usiamo i Social per urlare contro la mafia: denunciamo senza alcun timore!

@peppemarici